Io, il cibo e l’altro

L’esistenza umana non è solo un-essere-nel-mondo ma anche un-essere-con-gli-altri; un io isolato non è mai dato poichè, in maniera originaria e costitutiva, l’esistenza è apertura verso il mondo e verso gli altri.
(Heidegger, 1969)

Prendendo spunto dalle parole del filosofo tedesco Martin Heidegger che, a mio parere, sintetizzano meravigliosamente l’essenza dell’essere umano, mi sento di aggiungere un sesto elemento fondamentale alle 5 regole d’oro citate nel “Manifesto della Wellness Cucina“ redatto dal Mauri Lab: la relazione con l’altro.

Anche secondo la teoria del campo di Kurt Lewin, psicologo tedesco pioniere della psicologia sociale, l’individuo è in ogni momento parte di un campo totale che comprende sia lui che il suo ambiente (che include luoghi fisici, ma anche persone), di conseguenza qualsiasi comportamento umano, dunque anche la preparazione e la degustazione del cibo, acquista significato soltanto se considerato nel relativo campo globale.

Dunque, quando si parla di esperienza multisensoriale in cucina, non dimentichiamo che i nostri sensi sono in relazione costante con quelli degli altri, ed il risultato sarà “un tutto” - una “Gestalt”, come direbbero gli esponenti della Psicologia della Gestalt - diverso dalle parti che lo compongono.

Ana Nas.


About this entry